Dott. Michel Odent

PERCHE' IL BAMBINO HA BISOGNO DI UN AVVOCATO?

 

I rapporti fra madre e feto costituiscono, fra le relazioni umane, quelli più intimi. Essi non si formano solamente tramite funzioni sensoriali, ma soprattutto tramite scambi estremamente vitali, tanto da poterli qualificare nutrizionali. Drettamente o indirettamente, i bisogni nutrizionali del feto hanno la loro origine nel sangue della madre, mentre i rifiuti fetali ritornano all'organismo materno. Va messa in evidenza prima di tutto che tutte le condizioni sono riunite a priori, facendo sì che appaiano situazioni di conflitto. In effetti, il feto non possiede solo geni d'organismo materna, ma ha anche geni di origine paterna. In altri termini, tutto avviene come se il bambino e la madre, in certe circonstanze, potessero avere delle divergenze di interessi, anche se, al tempo stesso, hanno anche numerosi interessi in comune. La metafora degli azionisti proposta da David Haig è utile per comprendere la natura dei possibili conflitti: due azionisti possono avere numerosi interessi in comune, pur avendo anche interessi divergenti. Sarebbe come se, nel corso dell'evoluzione, i geni fetali fossero stati selezionati per aumentare il trasferimento delle sostanze nutritive, mentre i geni materni fossero stati selezionati per stabilire dei limiti a tale trasferimento.

 

L'avvocato del bambino

 

Quando l'armonia di interessi fra madre e bambino non è completa, si pensa che il bambino abbia bisogno di una specie di avvocato per esprimere le sue richieste. Quest'avvocato è la placenta. Una delle funzioni della placenta è di manipolare costantemente la fisiologia materna a beneficio del feto. La placenta "parla" all'organismo materno mediante gli ormoni.

 

A proposito di un esempio

 

Un esempio è sufficiente per dimostrare che generalmente la funzione della placenta è mal conosciuta.

Durante la gravidanza, la placenta "chiede" alla madre di diluire il proprio sangue e anche di renderlo più fluido. Ne consegue un aumento del volume sanguigno che può raggiungere il 40%. Ciò spiega che, quando si misura la concentrazione di una sostanza come l'emoglobina nel sangue di una donna incinta, si valuta prima di tutto il processo di diluzione, vale a dire l'attività della placenta. (..... ) 

Numerosi medici, invece di essere assillati dalla diagnosi dell'anemia, dovrebbero prendere in considerazione le situazioni conflittuali palesate da un tasso d'emoglobina che non si abbassa. Pochi medici si occupano della spettacolare diluizione della massa sanguigna di donne incinte. Ciò porta la maggioranza di essi a non prestare attenzione a studi, i cui risultati metterebbero scompiglio nelle loro immagini mentali.

La mancanza d'interesse per la fisiologia della placenta ha radici profonde. In Francia, Bernard This, esercitando la psicoanalisi, ha compreso da molto tempo le implicazioni date dall' "oblio della placenta", vale a dire dal "mito della fusione" fra madre e feto. Il mito della fusione è incompatibile con il concetto del conflitto fra madre e feto. L'oblio della placenta è indissociabile dalla socializzazione della nascita, con le sue credenze e i rituali che interferiscono con i processi fisiologici. Quanto al livello culturale, le donne non mettono al mondo i loro bambini, ma li "partoriscono" mediante una persona che si assume l'incarico di tagliare il cordone ombelicale, dimenticando la placenta.

 

Altri esempi

 

La placenta non chiede soltanto che il sangue della madre sia più fluido, ma può anche far sapere che il bambino in fase di sviluppo ha bisogno di una maggior quantità di zucchero. In altre parole, egli chiede all'organismo materno di modificare il suo metabolismo dei carboidrati. In casi eccezionali il conflitto può portare a una vera e propria malattia. La richiesta del bambino supera i limiti di ciò che consentirebbe alla madre di affrontare la situazione senza subire squilibri. In questi casi è possibile che si stabilisca un autentico "diabete gestazionale", col rischio di complicazioni come l'eccesso  di liquido amniotico, oppure un'infezione  della cavità amniotica.

Nella grande maggioranza dei casi, la risposta dell'organismo materno alla richiesta fatta dalla placenta non supera il quadro delle reazioni fisiologiche. L'organismo materno controlla la situazione. E' necessario dare alla madre un eccesso di zucchero per scoprire un insolito aumento del tasso di glucosio sanguigno, quello che i medici chiamano "ipoglicemia provocata". Dato che non si tratta di una malattia, le uniche raccomandazioni pratiche sono di evitare gli zuccheri puri (bevande zuccherate, caramelle...) ma di preferire i carboidrati complessi (pasta, pane, riso...) ed anche avere un'attivitò fisica regolare.

Va sottolineato che non è necessario ricorrere a tests complicati per giungere a queste raccomandazioni che sono valide per tutte le donne incinte. Sfortunatamente, numerosi professionisti della salute non esitano a usare l'espressione "diabete gestazionale" a proposito di ciò che non è altro che un segno di attività placentare. Molte donne incinte memorizzano soltanto il termine "diabete" e confondono il loro stato con una seria malattia cronica. Anche in questo caso si tratta di un frequente esempio di "effetto nocebo" dovuto alle consultazioni prenatali. (.....)

Avviene spesso che la placenta richieda semplicemente alla madre di inviare una maggiore quantità di sangue. In questo caso, l'organismo materno fa salire la sua pressione arteriosa. I risultati di tutta una serie di studi sono convergenti e confermano che un aumento isolato della pressione ateriosa nel corso della gravidanza va di pari passo con le buone statistiche. Purtroppo, numerosi medici presentano il semplice aumento della pressione arteriosa nel corso della gravidanza come una cattiva notizia e la considerano come una malattia da trattare con la somministrazione di medicinali. (.....)

 

Michel Odent, ginecologo e ostetrico francese famoso nel mondo per aver instaurato il parto naturale nel piccolo ospedale che dirigeva a Pithiviers in Francia. Ha creato "The Primal Health Research database" a Londra. http://www.wombecology.com 

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