Uno sguardo d’amore…

La gravidanza si vive in due dal momento in cui l’atto sessuale ha creato il nuovo essere umano.
Forse non è ancora del tutto così… ma qualcosa cambia nell’atteggiamento dei futuri padri!

Fino a pochi anni fa in occidente, il maschio era ancora come i maschi attuali in oriente e voleva la donna ignorante, sottomessa alla sua volontà, al suo piacere, alle sue necessità, un ventre a disposizione per procreare, una madre per gestire la famiglia e solo la famiglia. Quindi la donna, brava e docile strumento di riproduzione, viveva la gravidanza da sola o con le altre donne della famiglia. Oggi, in occidente, la donna ha ricuperato la sua anima, il suo ventre e la sua libertà di esistere, possiamo dire che, quasi in tutti i paesi occidentali, la donna è “riconosciuta” cioè ri-conosciuta.

Oggi il futuro padre chiede di partecipare alla gravidanza ed è lui che questa volta cerca di essere “riconosciuto” come padre, come compagno di vita e vuole svolgere un ruolo più attivo, essere coinvolto nell’unione madre bambino in utero. Insomma finalmente si osa parlare di “triade”!

Contrariamente a quello che sembrano aver rilevato le statistiche, le preoccupazioni del futuro padre non sono soltanto “materiali” e organizzative. I futuri padri sono piuttosto preoccupati di diventare dei padri!

La figura del padre ha ritrovato un suo valore, non come “padre padrone”, ma come “padre guida”, “padre guru”, “padre rispetto”, “padre amore”.

Così la gravidanza è vissuta serenamente, non è più solo un prodotto della procreazione con un padre spettatore, ma un progetto di vita, un progetto fatto dai due genitori per formare insieme una famiglia.

Tutore Prenatale, organizzo da molti anni come sezione Anep dei corsi di Educazione Prenatale per le coppie di futuri genitori. Mi è venuta l’idea di organizzare anche un incontro per i soli futuri papà, perché durante il corso avevo osservato una mancanza di libertà nell’espressione dei loro problemi, pensieri, sentimenti. Percepivo che volevano saperne di più su tante cose, ma che non osavano chiederlo davanti alle loro compagne. Sono rari i futuri padri che rifiutano di partecipare all’incontro dei papà.

Sono sempre emozionata quando mi ritrovo con loro. Forse sento per empatia la loro emozione. Infatti, davanti a me ho delle persone silenziose, attente, ma anche timide e quasi a disagio. Non c’è in loro l’imprenditore, l’avvocato, lo psicologo, il medico, l’impiegato, l’operaio, lo studente o altro, c’è solo un semplice uomo, un futuro padre.

Il primo gruppo di futuri padri a fare da “cavia” non era per niente omogeneo. Erano una decina, di tutte le età, da 24 anni a 50 anni…
Si erano già conosciuti nei due primi incontri del corso insieme alle loro compagne, ma non erano ancora entrati in confidenza. Mentre sistemavo le ultime cose, aspettando un ritardatario, li guardavo con la coda dell’occhio. Scambiavano qualche parola per darsi un contegno.

Feci sistemare l’ultimo arrivato e iniziai subito a formare il gruppo dei futuri padri. Il fatto di essere in un cerchio abbastanza raccolto rendeva la comunicazione più facile. Ogni futuro papà disse qualcosa di sé e perché era venuto. Il “perché era venuto” era molto interessante: non sapevano esattamente il perché! Nel modo in cui lo dissero si evidenziava chiaramente la loro curiosità, ma anche una specie di disagio.

Mi sentii in dovere di chiedere “Prima di iniziare, qualcuno ha delle domande particolari?” Si guardarono timidamente l’un l’altro e rimasero in silenzio.
Devo confessare che non me l’aspettavo. Immaginavo di dover affrontare delle domande di persone molto preparate sull’argomento gravidanza, figlio, genitorialità…

Avevo davanti a me l’esempio dell’umiltà ed è sempre stato così con i gruppi dei futuri papà che ho conosciuto nel corso degli anni. I futuri papà che sono veramente al fianco della loro compagna e del bambino durante la gravidanza sono delle persone eccezionali, attente, in un atteggiamento interiore di ascolto e sono pronti ad imparare tutto quello che serve per diventare migliori compagni e buoni padri.

E’ vero che questo incontro mira a chiarire la figura del padre, ma non bisogna sottovalutare il vissuto dell’uomo durante la gravidanza accanto a una donna che non è più la ragazza di prima. Inizio sempre con l’esposizione dello stato fisico ed emozionale della donna in gravidanza. Man mano che parlo della loro donna, osservo il loro interesse crescere e qualcuno perfino m’interrompe per dire “è vero, è proprio così!”. Vedo dalle loro mimiche che scoprono il motivo del cambiamento della loro compagna e che sono sollevati di constatare che accade alla maggior parte delle donne in gravidanza. Insieme cerchiamo il modo migliore per venirle incontro. L’uomo non ha la stessa sensibilità della donna, ma deve rendersi conto che in questi mesi la futura mamma ha necessità di comprensione. L’uomo deve avere la pazienza di sopportare i suoi cambiamenti di umore, i suoi pianti improvvisi, i suoi rimproveri. L’atteggiamento che gli suggerisco è di prenderla tra le braccia e di cullarla in un lungo abbraccio, di farle sentire la sua presenza, il suo amore incondizionato.

Quando pongo la domanda: “chi fa i complimenti alla sua compagna alzi la mano!” Mi stupisco sempre di scoprire che quasi nessuno li fa. Eppure questi complimenti sono necessari, perché la donna in gravidanza non sempre si sente bella, anche se lo è… Per l’uomo è una scoperta, non ci pensa a queste semplici cose. Li vedo tutti sorpresi. Spiego che la donna ha bisogno di essere rassicurata, che un complimento fatto al momento opportuno può fare dei miracoli sul suo umore.

Arriva il momento in cui parlo delle relazioni sessuali in gravidanza. Questo argomento è abbastanza tabù, ma se nessuno accenna al problema, tutti sperano che ne parlerò. Molto pudicamente ascoltano il mio discorso che sembra essere piuttosto esauriente. Hanno due preoccupazioni: sapere se le relazioni sessuali possono avere un’influenza negativa sulla gravidanza e sul bambino, e quale atteggiamento devono avere in caso di scatenamento o di frigidità sessuale della loro donna. La paura di danneggiare la gravidanza può rendere momentaneamente impotente un uomo e creare una situazione molto sgradevole nella coppia. Questa volta è l’uomo che deve essere rassicurato…

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