LA NOTTE UTERINA

Dr Alfred Tomatis
 

L’argomento principale dell’opera del prof. Alfred Tomatis “La Notte Uterina” è l’ascolto e in particolare di far comprendere ciò che è l’ascolto della vita all’interno della cavità uterina.

Fin dal 1947 le sue ricerche in questo campo lo conducono a scoprire il vissuto sonoro del feto, ciò che riceve e ciò che sente nell’ambiente uterino, soprattutto come percepisce la voce della madre e come comunica con lei. Intraprende alcuni esperimenti per capire come il feto percepisce la voce materna attraverso il liquido amniotico e giunge a delle modulazioni molto filtrate che chiama “suoni filtrati”, che riproduce elettronicamente e che fa sentire attraverso l’orecchio elettronico con risultati efficaci.

Scontrato da colleghi che affermano che il feto sente essenzialmente suoni gravi, Alfred Tomatis studia gli effetti prodotti dai diversi campioni di suono. La sua osservazione lo porta a scoprire la vera lingua materna percepita dal feto e cioè la pre-struttura del linguaggio sociale nella quale si situa il simbolo materno.

Spiega che la funzione del linguaggio s’appropria del sistema nervoso attraverso l’orecchio per via vestibolare e per via cocleare.

Dopo aver provato che il feto sente, determina che inizia a sentire con l’orecchio a partire dal quarto mese e mezzo di vita intra-uterina, ma che la percezione uditiva è già vissuta dall’embrione, concezione che solleva numerose controversie.

Dopo diversi esperimenti il prof. Tomatis riesce a selezionare la voce della madre sentita in utero. Così inizia a utilizzarla con successo sui bambini e nell’impossibilità di registrare la voce materna la sostituisce con la musica di Mozart.

Particolarmente interessato a cosa succede nell’universo uterino sul piano della comunicazione sonora che esiste tra madre e feto, Alfred Tomatis indaga sul modo in cui il feto capta i suoni e li seleziona e quindi come percepisce sua madre e quale modalità di comunicazione si stabilisce tra di loro. Ne deduce che il primo gesto percettivo del feto sarà di tendere l’orecchio per mettersi in ascolto e che questo organo suscita e introduce la funzione linguistica.

Segue una descrizione dettagliata dell’orecchio, mettendo in risalto il suo campo d’azione molto esteso, perfino a tutto il sistema nervoso. Insiste in modo particolare sulla cellula del Corti che ha come compito di trasformare la sollecitazione meccanica ricevuta in informazioni psico-chimiche che causano scambio di informazioni con i filetti nervosi periferici del nervo uditivo. Descrive dettagliatamente le caratteristiche di questa cellula. Prosegue con un’esposizione dell’evoluzione dell’orecchio che considera un organo centrale attorno al quale tutto si costituisce e di cui le funzioni principali ne fanno il regolatore di tutto il sistema nervoso. Dopo la spiegazione della progressione filogenetica dell’orecchio, con i vari stadi dell’utricolo, del sacculo, della lagena e della coclea, il prof. Tomatis ce ne svela il profilo ontogenetico e fa un approccio anatomico-fisiologico dell’organo dell’udito costruitosi a partire dall’orecchio interno che si collega prima all’orecchio medio e poi all’orecchio esterno. Affronta poi lo studio neurologico dell’orecchio con la descrizione degli integratori, vestibolare, visivo e cocleare o linguistico. Conclude che il corpo assume la posizione verticale per tendere l’orecchio e, per diventare un totale orecchio, l’uomo è dotato di un sistema nervoso che risponde alla realizzazione di questa funzione.

 

Per Alfred Tomatis la finalità dell’esistenza dell’uomo è di scoprire la funzione dell’ascolto della vita. L’embrione, prima di udire l’ambiente, comincia a percepire la proprio esistenza in un ordine organico sempre più complesso, un rumore cellulare, egli percepisce il suono della vita. Il rumore della vita si situa nella zona degli acuti, ciò che Tomatis ha chiamato i “suoni filtrati”. Per riuscire a percepire la vita che canta il corpo deve assumere una postura d’ascolto particolare che permetterà alla vescicola labirintica di sistemarsi per captare questo suono particolare. L’organo del Corti vibra stimolato da questa permanente modulazione della vita. Il bambino non dimentica questa prima modulazione, perché la vive attraverso la voce di sua madre che ascolta durante la sua vita uterina e si congiunge con la modulazione d’amore che trasmette la madre. Su questo fondale sonoro che costituisce il suono della vita, si instaurerà tra lui e la madre un vero dialogo. Il linguaggio futuro si prepara partendo da questo dialogo. L’assenza della voce materna in utero rischia di compromettere la genesi della funzione di ascolto.

Il prof. Tomatis dice che la voce materna si trasmette all’orecchio del feto attraverso la trasmissione ossea, lungo la colonna vertrebale che agisce come filtro. Questo percorso favorirà come un filtro il passaggio dei suoni acuti. Ribadisce che la voce materna costituisce l’impasto sonoro sul quale si modella il linguaggio e dice che dobbiamo constatare la forza dell’imprinting linguistico durante la vita uterina.

 

 

A questo punto si studiano gli stadi della coscienza. La coordinazione dell’azione del cervello vestibolare mediante dei fasci prima motori quindi sensori, con il relais del cervelletto, dell’oliva bulbare e del nucleo rosso, risveglia un embrione di coscienza, la proto-coscienza. Su di essa si basano gli altri stadi della coscienza fino ad arrivare ad un livello superiore.

Le informazioni che provengono dalle parti del corpo dotate di cellule sensoriali contribuiscono al risveglio della coscienza. Ogni organo periferico accumula le informazioni sui primi elementi cellulari nervosi che lo sostengono, realizzando così una pre-memoria profonda. Le mani, ricche di elementi sensoriali, raccolgono informazioni sull’universo uterino e fanno nascere delle sensazioni fondamentali raccolte e utilizzate con il successivo intervento degli stadi superiori.

Il prof. Tomatis accenna alla spiegazione molto interessante della struttura interna arcaica dell’albero collegata allo sviluppo della vita del feto in utero. Si sofferma poi sul sistema parasimpatico in quanto raccoglitore di informazioni agli organi interni e conclude che il ricordo sembra paradossalmente impedire la memoria, l’uomo dimentica di essere fondamentalmente buono solo perché le sue reazioni di fronte all’ambiente gli impediscono di oggettivare questo suo stato.

 

L’evoluzione del feto segue le seguenti tappe: l’ovulo, l’ovulo fecondato, lo stadio embrionale, lo stadio fetale. Il prof.Tomatis illustra delle patologie dovute ad una evoluzione anatomica unita a disarmonia funzionale. Spiega anche casi di regressione. Ci espone le anamnesi dei casi citati, le relative terapie e gli esiti.

 

Un capitolo è dedicato all’esposizione delle ricerche sull’ascolto del feto, studi sulle reazioni del feto ai suoni, sulla misura della soglia di sensibilità ai suoni a diversi livelli frequenziali e delle varie tecniche utilizzate. Insiste sull’esistenza dei filtri regolatori dell’orecchio del feto che gli permettono di percepire gli acuti e afferma di nuovo che il feto ascolta e acquisisce un pre-linguaggio.

La Scienza conferma le ipotesi enunciate dal prof. Tomatis e altri studi sullo sviluppo umano confermano l’inizio dell’attività dell’orecchio per quanto concerne i suoni acuti, che precedono l’estensione verso i medi e i gravi e la preferenza del feto per le frequenze alte.

 

Alfred Tomatis conclude che nella sua struttura in formazione l’embrio-feto non è che il contenitore di un essere in ascolto. La funzione sulla quale si fonda tutta la dinamica umana è l’ascolto. Questa facoltà essenziale s’instaura fin dal principio nel più profondo della notte uterina. Comunicare significa aprire il suo cuore. E’ questo l’ascolto.

 

 

Edizioni di Red studio redazionale

Como 1996

Traduzione di “La nuit utérine”

Editions Stock, Parigi 1981 e 1987



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