NOVE MESI

NOVE MESI IN PARADISO
Storie della vita prenatale
Alfred A. Tomatis
Titolo originale: Neuf mois au paradis. Histoire de la vie prénatale
IBIS Edizioni, Como – Pavia 2007
(Vorrei fare una precisazione, il titolo in francese non è “storie”, al plurale,
della vita prenatale, ma “la storia”, al singolare, della vita prenatale. Secondo
me c’è una sfumatura importante.)


Questo libro tratta degli effetti della voce materna nell’utero, della comunicazione intrauterina tra la madre e il suo bambino.
“In utero, dice Tomatis, si percepisce solo la voce materna… il feto… attraverso l’impatto sonoro che lo avvolge ricerca l’amore, l’affetto e l’emozione di cui ha bisogno” e aggiunge che “non si tratta di semplici sensazioni uditive, ma di ascolto nel senso più ampio del termine”. Il Dr Tomatis dice di sentirsi molto solo nella sua ricerca della conoscenza della vitaprenatale, in particolare nelle sue conclusioni sull’atteggiamento del feto davantiai suoni. Afferma che “l’embrione-feto non si limita ad accogliere passivamente i suoni. Acquisisce e codifica informazioni, registra messaggi, analizza situazioni, dialoga con la madre… il feto tende l’orecchio e sa distinguere se il discorso della madre è rivolto a lui o no… il feto è capace di attenzione.”


Contrariamente a quello che affermano gli altri, Alfred Tomatis dimostra che il feto comincia a sentire solo a partire dai 2000 Hz; per sopravvivere, il feto, il cervello del feto, ha soppresso la ricezione dei suoni gravi aggressivi dell’ambiente e sottolinea che “questo meccanismo selettivo ha una dimensione volontaria sottesa”. In seguito ad un errore dovuto ad un difetto di un analizzatore, Tomatis rivolge la sua attenzione verso i “suoni filtrati”, in particolare quelli prodotti dalla voce materna. Così sostiene che il feto sente gli
acuti.
Volendo illustrare a un suo cliente, accompagnato da sua figlia, i risultati delle sue ricerche, in particolare sul momento in cui il bambino passa dall’udito intarauterino in ambiente liquido all’udito aereo, registrò la voce della moglie e gliela fece sentire in forma filtrata. La bambina che seguiva l’esperimento ascoltando con le cuffie si mise a rivivere la sua nascita. Tomatis scopre così il potere dei suoni filtrati. Alcuni mesi dopo riproduce felicemente l’esperimento del parto sonico con un ragazzo schizofrenico.


Il prof. Tomatis dimostra che il feto sente la voce della madre attraverso la conduzione ossea e in particolare la colonna vertebrale “ponte vibrante tra laringe e bacino”. La postura della donna in gravidanza aumenta questo fenomeno e il suo bacino diventa “un’enorme cassa di risonanza”. Inoltre, aggiunge che una volta nato il bambino riconosce la voce della sua mamma.


Un suo maestro, medico specializzato in neurologia neonatale, André Thomas, aveva descritto la reazione del neonato alla voce materna e la chiamava “il segno del nome”. L’osservazione del Dott. Negus e di Konrad Lorenz sull’imprinting del suono, canto o voce, sugli uccelli nell’uovo, conducono il prof. Tomatis ad avviare un esperimento simile su dei mammiferi che conferma l’esistenza dell’impronta in utero della voce materna. E’ quindi evidente che le condizioni psicologiche in cui si svolge la gravidanza hanno un’importanza fondamentale per la coppia madre-bambino. Non dimentichiamo mai la nostra vita intrauterina. Il prof. Tomatis dice che “quando sentite la voce di vostra madre, filtrata nelle condizioni di ascolto intrauterino, ritornate ad essere un feto, qualunque sia la vostra età.”
Per questo motivo la trasmissione della voce materna filtrata per conduzione ossea sui bambini prematuri ha un effetto benefico. Il bambino appena nato ha bisogno di sentire la presenza della sua mamma. Ancora di più se non ha vissuto il ciclo completo dei 9 mesi in utero. Tomatis dice che “il paradiso è intrauterino” e che “l’udito intrauterino fornito dall’Orecchio Elettronico fa rivivere al paziente le condizioni ideali in cui sarebbe dovuto svolgere il suo soggiorno nel ventre materno. Nascono nuove sensazioni e quelle cattive spariscono.”


Un intero capitolo è dedicato allo studio filogenetico dell’orecchio al fine di spiegare chiaramente come si sia evoluto sotto la spinta dell’integrazione di fenomeni sempre più complessi. Il capitolo successivo è dedicato invece all’ontogenesi dell’essere umano, mettendo
in risalto l’orecchio che si rivela come primo organo sensoriale. Illustra il ruolo del sistema vestibolare e più in particolare del vestibolo. Descrive i tre integratori principali (l’integratore vestibolare (o somatico), l’integratore visivo e l’integratore cocleare) il loro sviluppo fino a maturazione e il loro funzionamento. Conclude così: “I due capitoli precedenti mi hanno permesso di spiegare la prevalenza dell’orecchio su tutti gli altri apparati sensoriali e l’etichetta di “creatore del sistema nervoso”… L’orecchio è il computer centrale di quel vasto impero che è il corpo umano.”


Particolarmente interessante è la descrizione del neonato che passa da un udito liquido a un udito aereo. Scopriamo che l’udito aereo non avviene subito e che il processo di adattamento porta o no al desiderio di ascoltare e quindi alla qualità di comunicazione del futuro adulto.


Il prof. Tomatis parla anche della macchina che ha inventato, “l’orecchio elettronico”, per poter trasmettere i suoni filtrati ai suoi pazienti in ascolto. Dice che “l’ascolto prenatale che l’Orecchio Elettronico consente dirivivere, reca un flusso di riviviscenze sensoriali che risalgono a molto lontano nella storia individuale e che spiegano il percorso successivo del bambino o dell’adulto”. Spiega perché chiese ai pazienti di disegnare sotto ascolto e perché tutti disegnano la stessa cosa nel loro percorso sotto ascolto.


L’Orecchio elettronico mette la donna in gravidanza e il bambino sulla stessa “lunghezza d’onda”. Un programma concepito specialmente per le future mamme ha per effetto di ricaricare il loro cervello in energia. Questo incremento di energia aiuta la donna a vivere meglio. Essa si rilassa più facilmente, vive la maternità con un atteggiamento positivo e affronta il parto con meno paura. I bébé
nascono più facilmente e crescono vivaci e sorridenti nonché disinvolti.


Un intero capitolo è scritto dal Dr Klopfenstein, direttore del reparto di ginecologia del CHR di Vesoul, in Francia. E’ una testimonianza del lavoro che è stato effettuato con l’ascolto sotto Orecchio Elettronico di un totale di 220 donne in gravidanza di quell’ospedale. L’esito fu molto positivo: Il tasso d’angoscia diminuisce, le donne sono rilassate, i parti si svolgono nelle condizioni migliori e sono più rapidi, si eseguono meno parti cesarei, e il rapporto madre-bambino è buono.
Grazie alla sistemazione di un microfono nella cavità amniotica di una donna pronta a partorire, si è potuto capire il mondo sonoro fetale. L’intensità di base è di circa 60 db, non ci sono suoni gravi al di sotto dei 1000 Hz. I rumori esterni sono molto attenuati. La voce materna, che si distingue dagli altri elementi sonori, è l’elemento sonoro più presente nella cavità uterina. Con diversi esperimenti si è
potuto stabilire la prova dell’udito fetale. Si è anche potuto verificare la sua adattabilità.
L’esperimento del Dr Petitjean per controllare l’ipotesi che aveva formulato il prof. Tomatis dimostrò che le frequenze alte si evidenziano come adatte alla conduzione ossea (fra 1000 e 3500 Hz). Il suono era riprodotto a 1500 Hz sull’osso del bacino e saliva anche fino a 14.000 Hz. Il prof. Tomatis dice che “solo la conduzione ossea, seguendo un percorso che dalla laringe porta al bacino passando per la colonna vertebrale, può spiegare una simile conservazione delle componenti essenziali della voce materna: i suoni acuti”. Il dr Petitjean dimostrò che il feto reagisce bene per le frequenze fra 1000 e 3000 Hz. , suoni acuti, ma anche zona sonora della
comunicazione umana, del linguaggio.
Il prof. Tomatis studia anche la tipologia del feto. Dice che esistono tre tipi di temperamento definitosi a partire dal ventottesimo giorno che segue il concepimento: somatoide, paranoide e schizoide, che corrispondono ai vari strati di cui si compone il feto: l’ectoderma, l’endoderma e il mesoderma. Afferma che la coscienza esiste fin dalla prima cellula nel feto.
In quanto al linguaggio, Tomatis dice che è strettamente collegato alla verticalità. “La verticalità spinge il corpo all’ascolto e lo dispiega
come un’antenna”.


Gli ultimi capitoli sono dedicati alle patologie. La prima è l’otite, le sue cause e le sue conseguenze. In seguito racconta come
riesce a ridare energia e tonicità a bambini apatici attraverso l’ascolto con l’orecchio elettronico. Trova delle soluzioni anche per le patologie gravi. Cita il caso dei bambini Down che reagiscono bene allo stimolo uditivo e che si raddrizzano. La grave sordità sembra essere molto più difficile da curare. Conclude dicendo che l’ideale sarebbe di poter intervenire durante la gravidanza della
madre.


Il prof. Tomatis dedica un capitolo all’autismo, dando molte speranze ai genitori. Evoca anche i casi dei gemelli, dei figli in ordine di nascita e delle problematiche della famiglia in genere. Dato che aveva adottato numerosi figli, Tomatis espone il problema dell’adozione e l’atteggiamento corretto che dovrebbe esistere verso l’adozione. Infine evoca il problema dei padri che vorrebbero vivere la gravidanza, delle madri portatrici e della manipolazione genetica nella quale si è lanciata la scienza.


Termina con una riflessione che insiste sull’importanza fondamentale della voce materna:
“Come saranno questi bambini portati da uomini, o questi altri ci dicono siano stati interamente concepiti in vitro, senza stimolazioni
acustiche, privi della voce della madre?”
(La risposta potrebbe essere nello scritto di Aldous Huxley del 1932 “Brave New
World” (Il Mondo Nuovo). Evelyne Disseau)

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